Valorizzazioni dei beni culturali citta di Solofra- ITT "Guido Dorso" Avellino

LA FONDAZIONE

Il 20 marzo 1526 con decreto dell’Arcivescovo di Salerno la chiesa dell’Angelo di Solofra fu elevata al rango di collegiata. In precedenza, esisteva una chiesa di dimensioni più piccole sempre dedicata all’arcangelo Michele di fondazione medievale. L’edificio a pieno titolo rientra fra i luoghi di culto micaelico ampiamente diffusi in Italia meridionale e nell’area dei monti picentini.

Con la bolla del 26 maggio 1529 la collegiata venne riconosciuta dal papa Clemente VII. Sono questi gli atti fondamentali che spingono la comunità solofrana a farsi carico delle spese per erigere un monumentale edificio in onore del proprio santo protettore, san Michele Arcangelo. Le vicende degli anni successivi si dipanano in una frenetica corsa a reperire le risorse economiche necessarie ad acquisire i suoli e a stipulare i contratti per la nuova costruzione. La volontà di realizzare un edificio di dimensioni ben più ampie di quello precedente ha richiesto l’acquisizione dei suoli limitrofi al perimetro della chiesa medievale. I lavori iniziano dallo strapiombo del terreno sul sottostante peso di un ruscello. Qui sono ancora ben visibili, nonostante manomissioni successivo, tre corpi di fabbrica absidali di cui i due laterali sono a forma semicircolare mentre quello centrale molto più lungo è poligonale I a tecnica di costruire absidi sfruttando gli strapiombi del suolo è tipica degli edifici medievali. Partendo dalle absidi, quindi dalla parte terminale dell’edificio, si è proceduto con la realizzazione del secondo corpo di fabbrica che assume la forma di un vero e proprio transetto. Esso è trasversale a quello longitudinale e scandisce la larghezza della collegiata moderna. La sua altezza è decisamente superiore a quella delle absidi laterali mentre è uguale a quella dell’abside centrale, più prolungata, definendo con essa la parte terminale di una croce. La pianta dell’edificio pertanto si configura a croce latina. Sui lati oltre alle cappelle si aggiungono altri corpi di fabbrica di minor volume. Il primo è il cappellone del Santissimo Sacramento, sul lato sinistro del transetto, realizzato prima della metà del XVI secolo insieme ad un vano affiancato che fungeva in origine da sacrestia e oggi è utilizzato come archivio della collegiata. Al di sotto dei due corpi di fabbrica, in maniera trasversale ad essi ma laterale al transetto, è stata rinvenuta una cappella cimiteriale che era esterna alla fabbrica e a filo con le fondamenta del transetto. Segue sul lato destro la sacrestia, costruita intorno alla metà del secolo XVI. in ultimo negli anni Quaranta del XVII secolo, è stato costruito il cappellone del Monte dei morti detto anche di San Giuseppe. Meno di un secolo prima, nel 1568, nella stessa area a sinistra della collegiata fu innalzato il campanile a lato dell’ingresso della chiesa. L’ultimazione formale della collegiata avviene nel 1614 con la costruzione della nuova facciata.

Fonte: guida illustrata collegiata di San Michele Arcangelo.

Antonio Braca